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CHI È L’EROE?

Manifestazione in Piazza Grande dopo la strage di via Emilia - Modena 17 maggio 2026.jpg

Chi è l’eroe?

Durante la strage di Modena quando un’auto ha falciato 15 pedoni nel pieno del centro storico, la società ha interrotto la sua frenesia, per un attimo si è fermata, ha riflettuto su che ruolo vuole avere in una comunità. Per un attimo, le persone da spettatori, si sono trasformate in attori sociali: sono diventate eroi. L’eroe è chi riesce a muoversi con coraggio nell’immediatezza, è chi ha valore civico, è chi prende scelte improvvise ma radicali: mettersi a disposizione di una comunità che è spesso sentenziosa, giudicante, silenziosa. Possiamo definirli patrioti, custodi della patria, guidati da un dovere morale che va oltre ogni confine.

Gli eroi non sono modelli irraggiungibili; al contrario, ci mettono a disagio proprio perché somigliano a noi e ci chiedono, implicitamente, fino a che punto siamo disposti a prenderci cura del bene comune. Mattarella non premia gesti clamorosi, bensì scelte ostinate di responsabilità, compiute spesso lontano dai riflettori e talvolta a costo della propria sicurezza o del proprio benessere. Oggi il vero eroismo non consiste nel compiere imprese straordinarie, ma nel conservare umanità in una società che spesso si abitua all’indifferenza. Essere eroi significa scegliere di esserci, anche quando sarebbe più semplice restare a guardare. Viviamo in un tempo scandito dalla velocità delle connessioni, dal flusso continuo delle informazioni e da cambiamenti sempre più rapidi; proprio per questo sta diventando sempre più difficile fermarsi, riflettere e chiederci quale futuro vogliamo costruire e quale ruolo vogliamo avere all’interno della società. In questo contesto nasce una domanda importante: ci saranno ancora nuovi eroi? Forse la vera domanda non è se esisteranno nuovi eroi, ma se noi saremo disposti a diventarlo per qualcuno. 

Marco Saccenti

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