NON CHIAMATELO SPORT!

E’ proprio vero che gli eventi che meno ti aspetti, il più delle volte sono le più belle esperienze che si possano vivere e valgano la pena di custodirle nei propri ricordi. Ed è stato così che noi (i sottoscritti Riccardo Mori e Leonardo Pietralunga, ma anche Lorenzo Mantelli, Luca Bettoni, Leonardo Melon e Lorenzo Brusatassi), sei studenti dell'Istituto Comprensivo di Bozzolo, abbiamo avuto la preziosa occasione di partecipare alla Fase Nazionale del Trofeo Scacchi Scuola, i nazionali studenteschi di scacchi, svoltosi a Montesilvano in provincia di Pescara dal 18 al 21 maggio scorsi. Una partecipazione assolutamente non scontata e arrivata dopo la precedente fase regionale tenutasi a Codogno nel mese di marzo; in quell’occasione la nostra squadra si era classificata all’ottavo posto, una posizione degna di nota, ma che sembrava inizialmente non darci il pass per la fase finale, poi forse la Divina Provvidenza ci ha messo lo zampino, riportandoci nel ventaglio delle squadre selezionate per i nazionali. Era la nostra grande occasione, non potevamo non riuscire a sfruttarla!
E così la macchina organizzativa è velocemente partita, orchestrata magistralmente dal nostro team, composto dall’istruttore Giorgio Bozzoli, che sin dalla scuola materna ci ha insegnato e trasmesso la passione per questo gioco di strategia, dalla professoressa Monti (titolare della tessera n°1 del nostro Fan Club) e dalla Dirigente scolastica, supportati da qualche genitore molto “sensibile” alla nostra causa.La comitiva trepidante alla partenza si è arricchita anche della presenza del professor Cornacchione, in qualità di “coach motivatore” ed eccoci arrivati a Montesilvano, traghettati in un batter d’occhio con un treno ad alta velocità alla competizione nazionale. La prima giornata non è partita nei migliori modi, stanchezza e forse anche un po' di ansia da prestazione hanno condizionato il risultato, e nel primo turno non siamo stati all’altezza delle nostre attese: abbiamo perso la partita contro una delle migliori sorprese del campionato, il Moro di Bonate Sopra (BG), per 3 ad 1, purtroppo commettendo errori anche banali.
Cosa significa 3 a 1? Il torneo a squadre si gioca su 4 scacchiere, quindi ogni squadra presenta 4 atleti e la vittoria di ogni singolo atleta dà alla squadra un punto, la patta (pareggio) da 0.5 punti e la sconfitta 0 punti. Per vincere bisogna avere nel totale complessivo più punti dell'altra squadra, mentre se si è in parità di punti la partita finirà in pareggio. Anche il giorno successivo non è partito molto bene, forse essendo ancora demoralizzati per come era andata il giorno precedente, abbiamo perso la prima sfida per 4 a 0.A questo punto il morale era sotto i tacchi, serviva qualcosa che ci desse una spinta per affrontare con positività anche i match successivi. Avevamo bisogno di Supereroi….i nostri Mental Coach ed ecco che, dopo il discorso motivazionale prima del prof. Cornacchione e poi del prof. Bozzoli, abbiamo ritrovato la carica per le partite successive. Anche se nella seconda partita della giornata abbiamo raccolto solo un pareggio (2 a 2), abbiamo interpretato quel piccolo segnale come una svolta!Nel pomeriggio ci siamo definitivamente sbloccati: vittoria 3 a 1 che ci ha permesso di rinsaldare la classifica.L’ultimo giorno si sarebbero giocati due turni solo al mattino e lì, con la mente un po’ svagata, abbiamo ottenuto una sconfitta ed un pareggio.Nel pomeriggio è stato organizzato un torneo blitz individuale 3+2 (il torneo si svolge su 7 partite ed un massimo di 7 punti, aperto a tutte le età, e con un tempo iniziale di 3 minuti, con l’incremento di 2 secondi ad ogni mossa. L’unico dei bozzolesi a fare il torneo “blitz” è stato Riccardo Mori, che ha ottenuto 3.5 punti ed un piazzamento di 210° su 412 persone, sicuramente onorevole. L'ultima partita di giovedì ci vede uscire con un’altra vittoria per 3 a 1, portando a classificarci al 52° posto assoluto, a pari merito con la squadra al 43° posto.
Quest’articolo non vuole essere solo la cronaca del viaggio, ma quella di un’esperienza condivisa da tutti i componenti del gruppo, animati dalla voglia di affermare, senza esser visti come pazzi, che gli scacchi sono la nostra passione, il nostro sport! Sì, proprio uno sport! E’ vero, negli scacchi non c’è movimento, ma uno sport è esclusivamente movimento? Si è veri sportivi solo quando ci si muove? Bisognerebbe semplicemente provare l’impegno nello studio delle aperture e dei finali, l’eccitazione che porta una strategia sviluppata bene in partita, fino all'ebbrezza di uno scacco matto! Si pensa non sia stancante, d’altra parte si muovono solo le dita! Però non si pensa a quanto veloce si muovono, alla decisione di fidarsi del proprio istinto o prendersi qualche secondo in più, al cercare costantemente di essere almeno due mosse avanti dell’avversario, interpretare il linguaggio del suo corpo, capire quando e quanto è nervoso: a tutto questo non si pensa, tanto, cosa si trova di interessante in 32 pezzi che si mangiano tra di loro? Ed allora cosa c’è di così interessante in 2 squadre che danno calci ad un pallone? O in 20 macchine che girano sempre in uno stesso circuito? O a 10 atleti che nuotano avanti e indietro in una piscina? Noi non pensiamo al paragone, al confronto, ma contestiamo il fatto che si adottino dei pregiudizi per gli scacchi perché non li si conoscono davvero, perché é uno sport complesso e molto poco valorizzato, così come ce ne sono innumerevoli altri. Il nostro è anche lo spirito di tutti quei ragazzi presi in giro perché amano uno sport “minore” (ma non “minorato”!), la loro passione, e questa esperienza speriamo abbia dato loro più forza, più visibilità e che possa far capire a tutti che gli scacchi sono uno sport, a tutti gli effetti e che agli scacchi si debba dare lo stesso rispetto, la stessa dignità che spetta agli altri. Al di là del risultato sportivo in sé, a nome di tutta la squadra riteniamo che questa nostra esperienza possa rappresentare un “frammento” importante nel nostro processo di crescita. A volte anche le mancate vittorie possono insegnare qualcosa: il mettersi in gioco sempre e comunque, provare a raggiungere un obiettivo all'interno di una competizione con impegno, tenacia e lealtà sono già importanti traguardi.
Leonardo Pietralunga
Riccardo Mori