SORRIDERE È BELLO, MA QUALCUNO DEVE PENSARCI

La professione che ho scelto per il mio futuro è quella della dentista, ovvero l’odontoiatra, perché mi piace stare a contatto con le persone di ogni età, dagli anziani ai bambini, e soprattutto poterle aiutare. Sapere che i problemi degli altri, in questo caso legati alla salute dei denti, possano essere risolti grazie al mio lavoro mi fa sentire bene con me stessa e mi dà soddisfazione, soprattutto quando posso contribuire a donare un sorriso sano. Mi aspetto che questo lavoro richieda molta pazienza, precisione e impegno, perché è importante operare con attenzione per non causare dolore o commettere errori durante le cure. Questa professione mi ispira anche dal punto di vista lavorativo ed economico, poiché i servizi odontoiatrici sono sempre necessari: almeno una volta nella vita tutti hanno bisogno di una visita dal dentista. Questo rende la professione stabile e offre la possibilità di raggiungere, in futuro, una forma di imprenditorialità autonoma attraverso uno studio privato.
Per raccogliere informazioni sulla professione del dentista ho consultato diversi siti online, sia italiani sia internazionali, ritenuti affidabili.
Fonti:
https://www.odontoiatria33.it/
https://atlantedelleprofessioni.it/professioni/odontoiatra
L’odontoiatra si occupa della prevenzione, diagnosi e cura delle patologie dei denti, della bocca, delle ossa mascellari, delle articolazioni della mandibola e dei tessuti collegati, comprese anomalie congenite o acquisite nel tempo. Questa professione comprende diversi ambiti di specializzazione.Tra questi vi sono la chirurgia orale per interventi non complessi, l’odontoiatria pediatrica rivolta ai bambini, l’ortodonzia per l’allineamento dei denti e la cura delle malocclusioni, l’endodonzia che si occupa della devitalizzazione, la gnatologia che studia il movimento della mascella, l’implantologia per l’inserimento di denti artificiali nell’osso e la parodontologia, che cura le patologie delle gengive e dei tessuti di supporto dei denti.Nella cura di un paziente il dentista segue diverse fasi: si inizia con l’anamnesi, cioè un colloquio per conoscere la storia clinica del paziente, si procede con la diagnosi e, nel caso di studi privati, con la preparazione di un preventivo. Le cure possono essere pianificate individualmente o in collaborazione con un’équipe medica, fino alla riabilitazione finale.Oggi questa professione utilizza strumenti tecnologicamente avanzati come scanner intraorali 3D, radiografie digitali, laser per interventi più precisi e meno dolorosi e software per progettare trattamenti personalizzati. Il dentista lavora principalmente in studi privati, cliniche e strutture pubbliche come le ASL.È una professione che richiede grande precisione e continuo aggiornamento, soprattutto sull’anatomia della testa, sulle malattie del cavo orale e sulle tecniche operative. Spesso il dentista è anche il primo a individuare patologie gravi, come i tumori della bocca, indirizzando il paziente verso specialisti.La giornata lavorativa di un dentista dura mediamente dalle 7 alle 10 ore, per un totale di circa 36–42 ore settimanali distribuite su 4 o 5 giorni.Per valutare le opportunità di lavoro ho effettuato una ricerca online sul fabbisogno di dentisti in Italia. Dai dati raccolti emerge che nel 2026 saranno necessari circa 3000 nuovi professionisti. I criteri utilizzati sono stati il confronto tra il numero di laureati annui (circa 1500) e il fabbisogno stimato (1800–2200), dovuto anche ai pensionamenti. Il tasso di occupazione risulta molto alto, tra il 94% e il 97%.Lo stipendio medio di un dentista dipendente presso strutture pubbliche si aggira tra i 2000 e i 3000 euro netti al mese, mentre un libero professionista può raggiungere guadagni più elevati.In passato le cure dentistiche erano spesso molto dolorose e poco sicure per i pazienti, non tanto per la professione in sé, quanto per la mancanza di anestesie efficaci, di una preparazione specifica e di adeguate norme igieniche.Fino all’Ottocento, infatti, i denti venivano curati dai barbieri-chirurghi, detti anche barbitonsori, che oltre a tagliare i capelli praticavano salassi ed estrazioni dentarie. Le operazioni avvenivano con pinze di ferro, spesso senza anestesia e senza sterilizzazione degli strumenti, causando forti dolori e frequenti infezioni.


Con il tempo, soprattutto dopo l’Unità d’Italia, iniziarono i primi tentativi di regolamentazione della professione, che portarono gradualmente a una maggiore formazione scientifica e a controlli più rigorosi. Nel Novecento la figura del dentista si è trasformata profondamente grazie allo sviluppo delle scienze mediche, all’introduzione delle anestesie, al miglioramento dell’igiene e alla nascita di percorsi universitari specifici.Dagli anni Ottanta in poi, con l’introduzione della laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria e con il progresso tecnologico, le cure sono diventate sempre più sicure, precise e meno dolorose. Dal 2000 in poi la tecnologia ha trasformato profondamente questo lavoro, con l’introduzione di sistemi digitali, strumenti 3D e ambienti sempre più sterili e sicuri. Oggi, infatti, il lavoro del dentista si svolge in ambienti altamente sterilizzati, con strumenti avanzati e tecnologie digitali, rappresentando un esempio concreto dei grandi passi avanti compiuti dalla medicina nel tempo.

Nel futuro penso che il lavoro del dentista diventerà ancora più tecnologico. L’intelligenza artificiale potrà affiancare il professionista in molte fasi, rendendo le cure più precise e riducendo il rischio di errore umano. Il dentista potrebbe passare sempre più da una figura legata esclusivamente al lavoro manuale a un ruolo di supervisore tecnologico, capace di controllare strumenti avanzati e sistemi digitali, intervenendo direttamente soprattutto nei casi più complessi.Un esempio di come la ricerca scientifica stia trasformando questo settore è lo sviluppo, in Giappone, di un farmaco per la ricrescita dei denti, basato su un anticorpo. Sono già in corso test clinici con l’obiettivo di renderlo disponibile entro il 2030. Il costo stimato si aggira intorno ai 9000 euro e potrebbe offrire, in futuro, un’alternativa naturale a impianti e protesi dentarie.

Un' ultima curiosità
Nel Medioevo, la moda dei denti d’oro era diffusa tra i nobili come simbolo di status sociale. Inoltre, alcuni individui legavano i loro denti con filo d’oro per migliorare l’estetica del sorriso. Queste pratiche estetiche erano spesso preferite alla cura dei denti.