285 CARTOLINE CONTRO IL SILENZIO


Giovedì 19 marzo durante i laboratori pomeridiani di film abbiamo visto il film “Lettere da Berlino”. Questo film ripercorre la storia di Otto e Anna Quangel, ispirata ai veri coniugi Otto ed Elise Hampel. La loro storia inizia dopo la morte del figlio Hans, caduto in guerra in seguito all’invasione tedesca in Francia, per questo iniziano a scrivere delle cartoline antinaziste in cui raccontano quello che gli era successo in modo anonimo tutto questo con la speranza di far cadere il regime di Hitler. Nonostante il loro sacrificio possa sembrare una goccia nell’oceano dell’indifferenza, l'opera dei Quangel dimostra che, in un sistema totalitario, anche una singola cartolina rappresenta una minaccia, perché dimostra che il pensiero critico c’è ancora. Colpisce molto anche la loro tenacia, perché nonostante fossero consapevoli che ogni cartolina poteva significare la morte hanno proseguito per anni, continuando a credere nella loro battaglia. Un dettaglio che impressiona è che la maggioranza delle cartoline veniva consegnata alla Gestapo, polizia nazista, dai cittadini stessi, dimostrando quanto fosse profondo il clima di terrore all'epoca e quanto si credesse nel regime. La condanna a morte e la decapitazione nel carcere di Plötzensee non hanno però segnato la fine del loro messaggio. Sebbene il regime abbia cercato di cancellarli, la loro voce è sopravvissuta grazie al romanzo di Hans Fallada, scritto basandosi sui verbali originali della polizia segreta. Oggi, attraverso la letteratura e il cinema, quel grido solitario continua a risuonare contro ogni forma di oppressione, trasformando la loro sconfitta in una vittoria eterna. Noi siamo state molto colpite dall’ultima scena, in cui l’investigatore della Gestapo, ha gettato della finestra le 285 cartoline e questo è segno di liberazione del regime nazista, rendendo leggibili a tutti i pensieri e le testimonianze di Anna e Otto.
Questo secondo noi, dimostra una sorta di ribellione silenziosa da parte dell’investigatore, che invece di distruggere quelle testimonianze, decide di renderle visibili a tutti, permettendo che il messaggio di Anna e Otto continui a vivere.
Francesca Rota, Giulia Previdi e Sofia Alessandria