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IL RISIKO DEL POTERE

Image by GR Stocks

Il modo con cui Ungaretti conclude la poesia “Sono una creatura”, lascia riflettere. La morte si sconta vivendo. Se sei entrato dentro il soldato 26enne che aspettava ore, se non giorni, se non settimane, sotto pioggia, neve, bombe e spari, per veder morire i suoi compagni o uccidere il nemico che attacca, allora potrai comprenderlo. E comprenderai che chi rimane e chi vince o perde sono i potenti. I soldati, di ogni grado, sono solamente pedine, che chi per sentimenti di patria chi per forzatura sono state utilizzate dai sistemi delle grandi potenze europee. Ma la guerra è anche gioco manipolatorio. Lo stesso Ungaretti dirà: “Non amo la guerra. Neppure allora l’amavo, ma ci sembrava che quella guerra fosse necessaria; pareva che fosse necessario rivoltarsi, pensavamo che la colpa della guerra fosse tutta della Germania - Mi ero fatto un’idea rigorosa e forse assurda [….]”.Questo tu l’avevi capito prima ma ci sei cascato un’altra volta, un paio di anni dopo la fine della Guerra: nel 1924 aderisci al fascismo. Mussolini instaurò un regime assoluto in soli 3-4 anni, ma nessuno si accorse che quella “belva” non lo faceva per il popolo italiano disperato e furibondo dall’inflazione in Italia e dalla fame, ma lo faceva per se stesso l’ego, il potere, la voglia di scrivere la storia anche con la forza, anche nel male. Se ci fossi tu, qui assieme a noi, ritroveresti lo stesso gioco, la solita partita a Risiko da parte dei “pezzi grossi” degli Stati protagonisti dei vari conflitti in Medio Oriente. Nella Grande Guerra e nella Seconda Guerra Mondiale però i fenomeni e le cause di sentimenti di guerriglia sono meno chiari. Perlomeno a me: la situazione geopolitica nella Prima Guerra Mondiale era guidata da parte dell’Intesa, in particolare dalla Francia a voler riconquistare e riunificare i territori acquisiti dalla Germania, a seguito della sconfitta nella guerra franco-prussiana, l’Alsazia e la Lorena. Ma questo, come già dichiarato prima, era semplicemente una piccola parte degli stati coinvolti in guerra. La maggior parte voleva espandere il proprio impero coloniale e il proprio territorio. Più colonie uguale a più risorse uguale a più potere e forza. Nella Seconda Guerra Mondiale i sentimenti di rivalsa dalle nazioni sconfitte di Austria, Germania si diffondono negli Stati a loro sottostanti e conquistati nella Guerra. Ma questa guerra dalla parte degli Alleati era voluta per fermare la macchina da battaglia del Nazismo, per imporre la propria supremazia, testimonia la spartizione dell’Europa tra Stati Uniti e Russia e la successiva Guerra Fredda. Tuttavia con questa nuova ulteriore guerra, vista dall’Iran un attacco all’Islam Sciita, ma anche Sunnita e vista dagli Stati Uniti ed Israele come misura cautelare e di sicurezza internazionale, sta diventando un vero e proprio Risiko per il potere, che non è circoscritto a questo conflitto ma ai fatti, alle rappresaglie e ai blitz che gli USA hanno compiuto in questo inizio 2026. Prima il Venezuela, poi la minaccia alla Colombia e ora l’Iran. Stanno togliendo dalla lista i paesi con più riserve di petrolio al mondo, per appropriarsene: il Venezuela ora è praticamente guidato dagli Stati Uniti con cui ha ricominciato a commerciare petrolio includendo anche Israele. Queste figure hanno voluto utilizzare l’opinione internazionale che si schierava contro le dittature per arricchirsi sempre di più. Stessa cosa Hitler e Mussolini, manipolando i pensieri del popolo per avviare una campagna e imboccare una strada che era di tutti gli Italiani/Tedeschi. E infine nella Prima, con il nostro Ungaretti come uno dei tanti protagonisti dietro al tabellone, i sentimenti di rappresaglia verso gli imperi centrali sono stati sfruttati dall’Intesa per utilizzare il Bacino della Saar per 15 anni ed essere ripagati 132 miliardi di marchi d’oro per danni di guerra. E’ un continuo loop sotto anni differenti spinti per motivi differenti ma l’obiettivo è uno solo: la supremazia e la ricchezza.

Leonardo Pietralunga

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