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ESEMPI PERDUTI

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Ci sono notizie che non si dimenticano facilmente.

Non sono solo fatti di cronaca: sono eventi che fanno nascere domande, spesso scomode, soprattutto quando riguardano il mondo degli adulti e la fiducia che, fin da piccoli, siamo abituati a riporre in loro. Uno dei casi più sconvolgenti è quello di Jeffrey Epstein, un uomo ricco e potente accusato di aver costruito un sistema di sfruttamento sessuale che coinvolgeva anche minorenni. Ciò che colpisce non è solo la gravità dei reati, ma il contesto in cui sono avvenuti: Epstein frequentava ambienti estremamente influenti e, secondo diverse inchieste giornalistiche, avrebbe utilizzato le sue relazioni per ottenere protezione e vantaggi. La sua morte in carcere ha lasciato molte domande aperte, alimentando il sospetto che, quando sono coinvolte persone potenti, la verità sia più difficile da raggiungere. Il fatto che figure pubbliche come Prince Andrew, Bill Clinton e Donald Trump siano state citate in relazione al caso contribuisce a rendere l’intera vicenda ancora più complessa e inquietante. Un altro episodio, più vicino a noi, riguarda l’Assistente Capo Carmelo Cinturrino, in servizio nell’area del bosco di Rogoredo, a Milano, luogo noto per lo spaccio di droga. Secondo le accuse, invece di contrastare l’illegalità, avrebbe approfittato del suo ruolo per ottenere denaro dagli spacciatori, arrivando poi a ucciderne uno e a inscenare una finta legittima difesa con la complicità di altri colleghi. Anche in questo caso, ciò che colpisce non è solo il crimine, ma il fatto che sia stato commesso da chi avrebbe dovuto far rispettare la legge. È proprio questa contraddizione a generare maggiore smarrimento. Un terzo caso, ancora più doloroso, è quello del piccolo Domenico, morto all’Ospedale Monaldi dopo un trapianto di cuore effettuato il 23 dicembre 2025. Secondo quanto emerso, l’organo sarebbe stato danneggiato durante il trasporto a causa del ghiaccio secco. In situazioni come questa, il dolore è ancora più intenso perché coinvolge una vittima innocente e fragile. Non si tratta solo di cercare un colpevole, ma di interrogarsi sulla responsabilità di chi lavora in ambiti così delicati: com’è possibile che in un sistema che dovrebbe curare e proteggere si verifichino errori così gravi? Di fronte a questi fatti, è naturale provare smarrimento. Gli adulti dovrebbero rappresentare un punto di riferimento, persone capaci di indicare ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. E invece, in alcuni casi, sembrano essere proprio loro a confondere questo confine. Ciò che inquieta di più è il ruolo del potere, dell’autorità e, talvolta, anche del benessere economico. Nel caso Epstein, emerge il rischio che il potere possa essere utilizzato per manipolare, controllare e proteggere sé stessi a discapito degli altri.

Nel caso del poliziotto, si vede come un ruolo nato per difendere possa trasformarsi in uno strumento di abuso. Nel caso del piccolo Domenico, infine, si comprende quanto anche la negligenza o la superficialità possano avere conseguenze irreparabili. A questo punto nasce una domanda inevitabile: possiamo ancora fidarci degli adulti? Non è una domanda semplice. Da un lato, esempi come questi rischiano di minare la fiducia; dall’altro, è impossibile vivere senza fidarsi di nessuno. Forse la risposta sta nel trovare un equilibrio. Non si tratta di smettere di fidarsi, ma di imparare a farlo in modo più consapevole: osservando, riflettendo e ponendosi domande. Perché non tutti gli adulti sono così: esistono molte persone oneste, che ogni giorno svolgono il proprio lavoro con responsabilità e rispetto. Crescere significa anche questo: accettare che il mondo non è perfetto e che chi dovrebbe essere un esempio può sbagliare. Ma significa anche saper scegliere. Scegliere a quali valori credere, quali comportamenti seguire e, soprattutto, che tipo di persone diventare. Non possiamo cambiare ciò che è successo, né decidere quali esempi ci vengono offerti. Ma possiamo fare una scelta fondamentale: non diventare come chi ha tradito la fiducia degli altri. Possiamo costruire, giorno dopo giorno, un modello diverso, più giusto e più consapevole.

 

Leonardo Pietralunga

Francesco Binda

Jurca Maya Anamaria

Marrokchi Israa

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