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OLTRE L'IMPOSSIBILE

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Alex Zanardi. Un grande. Non c'è altro modo per definire una persona come lui. Nasce a Bologna il 23 ottobre 1966, ma ha sempre vissuto in provincia di Padova. Aveva tutto ciò che noi possiamo solo lontanamente desiderare. Campione nei Kart, campione in Formula Uno, una vita vissuta viaggiando in tutto il mondo e gareggiando in tutti i circuiti. Tutto ciò che noi immaginiamo sia il massimo della vita, Alex Zanardi lo viveva in semplicità tutti i giorni, attraverso l'impegno e il dono che aveva nel motorsport. Un giorno, però, tutto cambiò: nel 2001 avviene la tragedia. L'incidente di Zanardi avvenne sul circuito di Lausitz, in Germania: il pilota era appena rientrato in pista dopo un pit stop, quando perse il controllo della vettura mentre sopraggiungevano le altre macchine a piena velocità. L’auto dello statunitense Alex Tagliani colpì in pieno la vettura di Zanardi tagliandola in due. Dopo lo scontro, il pilota fu trasportato d’urgenza in ospedale. A causa dell'incidente, Zanardi riportò ferite gravissime e perse una notevole quantità di sangue. I medici ritennero necessaria l’amputazione di entrambe le gambe. Per giorni dopo l'intervento, le condizioni di Zanardi rimasero critiche e la sua sopravvivenza fu considerata da molti un evento straordinario. Al suo risveglio, Alex, come dice lui, ha guardato “la metà che era rimasta” del suo corpo. Era felice di essere vivo, era felice di avere ancora le braccia, la testa e tutto il corpo superiore. Alex era sopravvissuto ed ora per lui cominciava una nuova vita. Fu un momento in cui per l'Italia e il mondo intero Alex Zanardi svestì i panni di pilota automobilistico per diventare un esempio da seguire. Passati tre mesi dall'incidente in Germania, Zanardi ricevette dalle mani di Schumacher il premio Casco d'Oro. Pochi istanti prima, era salito sul palco bolognese sulla sua sedia a rotelle. Si alzò, prende il microfono e dopo i ringraziamenti, fece capire che il suo futuro sarebbe stato ancora nello sport. "Mi sono spezzato, ma non mi piego"!. Da allora, Zanardi iniziò la sua carriera nel paraciclismo e in handbike prendendo parte alla maratona di New York (vincendola nel 2011), oltre a due edizioni dei Giochi Paralimpici, quelle di Londra 2012 e Rio 2016. Oro nella prova a cronometro e in linea H4 a Londra, nella cronometro H5 e nella staffetta di Rio, nel suo palmares paralimpico aggiunse gli argenti della staffetta nel 2012 e in linea nel 2016, oltre a dodici ori mondiali. Alex ha avuto la forza di rialzarsi e guardare il lato positivo della tragedia. Si è rimboccato le maniche e ha dato il massimo del massimo che poteva dare ogni giorno. Si è allenato con costanza più di ogni altro per raggiungere obiettivi impensabili. Una celebre frase di Alex Zanardi che mi è rimasta impressa e che mi fa molto riflettere è questa: “In una tazzina di caffè, puoi mettere quanto zucchero vuoi, ma se vuoi che il caffè diventi dolce, devi muovere il cucchiaino”. Questa frase ha un grande significato e dice a tutti noi che nulla ci viene regalato, nulla scende dal cielo. Tutto è frutto della nostra volontà, del nostro impegno e della costanza. Alex aveva la regola dei 5 secondi. «Quante volte mi è successo di voler mollare, sfinito, pensando di essere molto più stanco degli avversari contro i quali stavo correndo. Poi ti dici, ‘’ancora cinque secondi!’’. Chiudi gli occhi per lo sforzo, quasi ti fai del male per continuare a spingere e poi cavolo...Non sempre eh, ma è successo che aprendoli li ho visti indietro, avevano mollato loro!’’. Alex sarà per sempre un grande esempio per me e per tutti noi giovani. Ha dimostrato che non si è accontentato di vivere di ricordi, ma con grande fiducia e impegno ha fortemente voluto vivere di sogni. Sogni che è riuscito a realizzare. Grazie Alex per il tuo esempio, ora da lassù, quando ci fermeremo, quando diremo che saremo stanchi, quando saremo un po' stufi di correre, facci un fischio e con il tuo sorriso invitaci a correre ancora 5 secondi.

 

Maddalena Paganini

Con il tuo esempio ci ricorderemo di non arrenderci mai e credere in noi stessi. 

 

Alex Zanardi era un grande pilota di Formula 1 italiano degli anni ’80. Nel 2001, in Germania, ebbe un incidente gravissimo durante una gara e perse entrambe le gambe. Zanardi, però, non si arrese. Infatti, dopo qualche anno iniziò la sua carriera nello sport paralimpico, divenne campione mondiale di handbike e vinse tante medaglie d’oro. Sinceramente, la cosa che mi ha stupito di più è il modo in cui Zanardi ha reagito dopo il brutto incidente del 2001. Perdere entrambe le gambe all’improvviso è una cosa inaspettata che ti fa venire voglia di mollare tutto e di arrenderti. Invece lui non si è arreso per niente; anzi, ha trovato la forza di ricominciare da capo e ha vinto pure un sacco di medaglie d’oro alle Paralimpiadi. Secondo me, Zanardi ha dimostrato di avere coraggio e soprattutto una grandissima voglia di ricominciare. Una sua frase che mi ha molto colpito è: “Gli squali non mi considerano, pensano che mi abbia mangiato qualcun altro”. Questa frase ci fa capire la sua autoironia e la sua capacità di sdrammatizzare anche eventi tragici. Credo che la parola “resilienza” significhi proprio questo: quando la vita ti colpisce duramente, tu trovi il modo di rialzarti e di trasformare quella brutta situazione in qualcosa di bello. Lui ha avuto un’immensa fiducia in se stesso e ha affrontato i suoi problemi con impegno, ma la cosa più bella è che non ha mai perso il sorriso, la voglia di vivere e di vincere. Se devo essere sincero con me stesso, non so se io avrei fatto la stessa cosa. Quando mi capita di passare un momento difficile, per esempio quando prendo un brutto voto in una verifica anche se avevo studiato, oppure quando litigo con i miei amici, mi butto giù subito. A volte mi arrabbio con tutti e penso che vada tutto male. Guardando l’esempio di Zanardi, però, ho capito che spesso i miei problemi sono piccoli e che dovrei affrontarli meglio e con più coraggio, cercando una soluzione invece di lamentarmi sempre, perché per ogni problema c’è sempre una soluzione. Secondo me, noi possiamo imparare da Alex che la speranza e l’impegno possono cambiare le cose. La vita può metterci davanti a ostacoli grandissimi e inaspettati. L’esempio di Alex Zanardi è importante ancora oggi perché ci insegna a non mollare mai, nemmeno quando gli altri pensano che sia impossibile farcela, affrontando ogni difficoltà e situazione con calma, speranza, coraggio e voglia di fare.

Sameer Kumar

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