IL CONFINE FRAGILE
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"Se a me dovesse mai succedere qualcosa mi devono avere sulla coscienza
"E con queste parole che Chiara Balistreri racconta la paura che sta vivendo oggi dopo aver saputo che dalla polizia che il suo ex Gabriel Constantin condannato al carcere a 5 anni e 9 mesi per maltrattamenti e lesioni. Uscirà dal carcere per andare agli arresti domiciliari, la pena è stata ridotta a 6 anni e 3 mesi inziali ma questa storia parte dal lontano Chiara ha raccontato per anni le violenze subite durante la relazione iniziata quando era molto giovane era un percorso fatto di denunce, processi e momenti difficili. Infatti il punto che la paura non finisce con la sentenza non finisce con una condanna. Oggi lei dice di non sentirsi al sicuro e questa vicenda riapre una domanda che riguarda tutte e tutti, noi cosa succede quando la giustizia va avanti, ma la protezione resta fragile? Perché denunciare e solo il primo passo il resto e tutta sicurezza e oggi per molte persone non è ancora abbastanza. Chiara non sta solo esprimendo paura, sta firmando una denuncia preventiva ( lei si aspetta già tutto).
Ed è proprio qui che nasce la paura, quel dispositivo che gli altri pensano che possa proteggerla a lei non basta, Chiara lo dice chiaramente " io non lo voglio". La sua paura è concreta parliamo di una persona già condannata per maltrattamenti con una pena poi ridotta in appello con episodi di violenza anche durante la detenzione e adesso potrebbe tornare in una casa che lei ha descritto come un luogo in cui ha rischiato la vita per anni e allora il suo odio diventa sfogo più ampio. Secondo lei questo è un sistema che non la riesce a proteggerla lei dice di sentirsi sconfitta nonostante abbia parlato mostrato e denunciato tutto lei dice: "La verità che io stessa non ho giustizia" per una storia che fa una domanda semplice: Denunciare basta davvero per sentirsi al sicuro?
Lascio a voi rispondere
Maya Jurca