top of page

IL VALORE DEL TEMPO E DEGLI AFFETTI DAVANTI ALLA MALATTIA

e.png
ff.png

La riflessione che segue è nata dalla lettura di un articolo dedicato alla scomparsa di Enrica Bonaccorti, conduttrice televisiva colpita da un tumore al pancreas. L'articolo spiegava quanto questa malattia sia aggressiva e difficile da individuare nelle sue fasi iniziali, ma evidenziava anche i progressi della ricerca e l'importanza della prevenzione. Partendo da queste informazioni, abbiamo riflettuto sulle conseguenze emotive e relazionali che una diagnosi così difficile può avere sulla vita delle persone e delle loro famiglie. Il tumore al pancreas è una malattia che spesso arriva in silenzio e colpisce con una rapidità che lascia poco margine di intervento. Le storie di persone note che ne sono state vittime, come Eleonora Giorgi, Steve Jobs o Gianluca Vialli, ci ricordano che la popolarità, le risorse o l’accesso alle cure non sempre bastano quando la diagnosi arriva tardi. C’è però un elemento che emerge con forza: la ricerca sta cambiando le prospettive. Il fatto che oggi il 40% dei pazienti operati e trattati con chemioterapia superi i cinque anni di vita è un segnale concreto che la medicina sta avanzando, anche se la strada è ancora lunga. Spesso ci accorgiamo della fragilità del corpo solo quando una malattia grave colpisce qualcuno che conosciamo o un personaggio pubblico che abbiamo seguito per anni. È in quei momenti che capiamo quanto sia fondamentale prestare attenzione ai segnali del nostro corpo, non sottovalutare sintomi strani e adottare stili di vita che riducano i fattori di rischio. La malattia non cancella i legami, anzi spesso li mette a nudo. Le parole di Mara Venier, il ricordo affettuoso, le tensioni superate “in tempo”, mostrano quanto sia prezioso non rimandare e non dare per scontato chi abbiamo accanto. e la vittima in questione può sentirsi isolata, discriminata oppure semplicemente invisibile, pertanto trovare opportunità lavorative, sentirsi parte di una comunità diventa estremamente bassa. La paura è forse la più costante: paura del dolore, delle cure e di ciò che verrà. Accanto a questa, può emergere un senso di ingiustizia. Il corpo che non risponde più come prima, i progetti sospesi, l’immagine che cambia. La malattia, ha la capacità di rendere i legami più autentici. Le parole diventano più sincere, i gesti più essenziali. A volte si recuperano rapporti lasciati in sospeso, si trova il coraggio di dire ciò che prima si rimandava. Altre volte, invece, la fatica emotiva mette in difficoltà anche i rapporti più solidi. Pensiamo che la malattia fa sorgere legami sinceri, è un modo per vivere pienamente anche dentro una condizione difficile. Significa imparare a stare nel presente, dare valore a ciò che c’è, anche quando tutto sembra incerto. Perché quando il corpo si indebolisce, il bisogno di essere amati diventa ancora più essenziale.

 

Di Gobbi Samanta, El Haou Malak e Fadili Sanaa

bottom of page