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DIPINGERE IL FUTURO

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Da oggi, Bozzolo ha un murales che accoglie chi entra in città. Una rappresentazione che vuole conciliare storia e futuro. A firmarla sono stati alcuni ragazzi. Ne abbiamo incontrata una, Giorgia Maroli, che anni fa è stata preziosa colonna di Increscendo. Oggi è una studentessa del Liceo Manin.

 

Com’è nata l’idea di questo murales? Da quale spunto è partita?

 

Alla sua realizzazione hanno contribuito molti giovani del territorio, anche di età diverse. L’idea del murales è partita da noi ragazzi, con l’obiettivo di rendere Bozzolo un paese più vivo e di trasformare delle semplici mura grigie e anomale, in superfici che riescono a suscitare grandi emozioni.

 

Qual è stata la “molla” che ha visto una partecipazione così bella e spontanea?

 

Noi siamo ragazzi che pensano molto al prossimo e teniamo particolarmente a far ricordare a tutti il passato e il valore di questo Paese; per questo abbiamo dato tutto noi stessi per trasformare delle pareti che, fino a qualche mese fa, erano totalmente spoglie, in pareti che non sono solo belle da vedere, ma vive, perché racchiudono l’impegno di noi ragazzi, i sogni, le emozioni e il lavoro di un’intera collettività.

 

Come si scelgono i contenuti che sono chiamati a raccontare un paese in un murales?

 

In questo caso, con la scelta di questi contenuti, ci siamo aiutati molto facendo numerosi incontri tra noi ragazzi per decidere al meglio cosa rappresentare e in che modo. Abbiamo fatto il possibile permettere insieme tutte le nostre idee grazie anche alla consultazione di libri storici sulla storia di Bozzolo.

 

Come siete arrivati, insomma, a questa rappresentazione?

 

Siamo arrivati a realizzare questa bellissima rappresentazione grazie ai numerosi incontri che noi ragazzi abbiamo fatto insieme a Stefano, colui che ci ha aiutato a progettare e a creare al meglio questo murales. Insieme abbiamo deciso cosa rappresentare sui muri delle case popolari situate all’ingresso di Bozzolo. La posizione del murales è stata scelta con attenzione: il nostro obiettivo è fare in modo che colpisca subito lo sguardo di tutte le persone che entrano nel paese e racconti la storia di Bozzolo in modo semplice ma dettagliato, attraverso l’arte.

 

La vostra scelta è stata quella di portare arte, bellezza e messaggi forti in una zona periferica di Bozzolo, tra case popolari, centri commerciali e industrie. Un luogo anonimo di officine, supermercati, di tanto viavai, ma di nessuna identità. Qual è il valore, secondo voi, in una zona simile, di un gesto così potente?

 

Secondo noi, il valore di un gesto così potente sta proprio nel dare nuova vita a uno spazio, che secondo il nostro punto di vista, mancava qualcosa, Abbiamo deciso di trasformare muri grigi e anonimi in un luogo capace di creare emozioni in modo totalmente soggettivo e di raccontare la storia di questo paese in maniera semplice, ma diversa dal solito. La città, l’albero, accenni al territorio in riva all’Oglio. La figura di don Primo.

 

Che cosa lega, nella vostra narrazione, questi elementi che voi avete scelto di far comparire nella vostra opera?

 

Visto che il nostro obiettivo è stato quello di raccontare attraverso l’arte la storia di Bozzolo, abbiamo deciso di rappresentare come persona più importante Don Primo Mazzolari dove sfoglia un libro, ma non è un libro qualunque, custodisce i suoi insegnamenti e il suo esempio, non solo come parroco o uomo fedele, ma soprattutto come persona di lasciare un’eredità universale di umanità. Da quelle pagine, prende vita una farfalla colorata, simbolo di etica e morale. Accanto ad essi abbiamo voluto rappresentare bozzolo con le sue mura storiche, ricostruite attraverso documentazioni fotografiche. Per finire, si può notare un albero che viene disegnato da un bambino, simbolo dei giovani d’oggi che stanno disegnando il proprio paese. Con questo murales, don Primo Mazzolari sembra tornare a parlare ai giovani, a noi che non l’abbiamo mai conosciuto.

 

Qual è, a vostro avviso, il suo messaggio più potente, affidato alla nostra e alla vostra generazione?

Secondo noi il messaggio di don Primo Mazzolari che emerge dal murales è il monito a ricordarci che il pericolo più grande è l’indifferenza, il lasciarsi vivere o il restare a guardare il mondo dal balcone senza mai scendere in strada. Don Primo Mazzolari è stata una figura di grande rilievo per Bozzolo, ha deciso di opporsi al fascismo e impegnarsi in ciò in cui credeva. Noi con questo lavoro abbiamo accolto il suo invito a impegnarci in qualcosa, siamo “stati in piedi” con molta voglia di fare, pronti a sporcarci le mani e realizzare insieme il progetto.

 

Com’è stata la collaborazione tra di voi, nelle varie fasi della realizzazione? Ci sono discussioni, divergenze o vi siete sempre trovati allineati su ogni scelta?

Ci conoscevamo già tutti e siamo andati d’accordo durante tutte le fasi della realizzazione del murales. All’inizio durante la fase d'ideazione del progetto il confronto tra le varie proposte era inevitabile ma, grazie anche all’aiuto di Dase, il nostro coordinatore, siamo riusciti a trovare un punto in comune senza discussioni. Durante la fase della realizzazione invece ci siamo divertiti molto a pitturare, oltre che impegnativo è stato molto divertente.

 

Anche Increscendo ha, tra i suoi loghi storici, un grande albero con ampie fronde e con radici forti. Di quali radici ha bisogno, secondo voi, una comunità per poter raggiungere un alto fusto e poter mettere grandi rami?

 

Come Increscendo ha avuto bisogno di impegno e fatica per crescere anche una comunità ha bisogno di partecipazione e presenza. Non dobbiamo mai dimenticarci che noi siamo parte attiva di una comunità e per questo responsabili a nostra volta di essa. Serve costanza, voglia di fare senza il timore di sbagliare, perché è proprio quando si sbaglia che le "radici" si rafforzano e si impara davvero a "stare in piedi". Noi ci siamo confrontati, abbiamo esposto le nostre idee e soprattutto ci siamo divertiti.

 

Veniamo ora al motto di questo murales, che ci ha molto colpite. “Il domani si dipinge oggi”. Come possiamo, secondo voi, iniziare a dipingere il nostro domani? Con quali colori? Con quali scelte? E come immaginate, il domani di questo territorio a cui avete deciso di lasciare un dono così prezioso?

"Il domani si dipinge oggi” ci ricorda che il futuro non si aspetta, si crea adesso. Possiamo iniziare a dipingerlo scegliendo di partecipare e di prenderci cura del bene comune, trasformando la passività in azione quotidiana. Prendendo parte alle diverse iniziative con molta voglia di mettersi in gioco. I colori che emergono dal nostro murales, ma che sono anche un riflesso del nostro messaggio sono il verde della speranza e della sostenibilità, l’arancione dell’entusiasmo e il blu dell’ascolto fondamentale in un lavoro di gruppo. Per questo territorio, l'augurio è che il domani sia come questo albero: vivo, accogliente e fiero delle proprie radici. Immaginiamo una comunità che non si spegne, ma che offre ai giovani lo spazio e le ragioni per restare, sognare e fiorire insieme.

 

Con quest’opera, voi avete fatto un grande “primo passo”: avete donato, ai bozzolesi così come a tutti quelli che, anche solo di passaggio, entreranno in paese, il vostro tempo, il vostro talento, il vostro impegno alla speranza. Cosa vi sentite di dire, a chi guarderà il risultato del vostro lavoro? Come vorreste che lo guardasse? Con quale atteggiamento?

 

Questo non è solo un disegno, è uno specchio di quello che possiamo essere. Vi invitiamo a guardarlo non da semplici spettatori, ma con un atteggiamento preciso. Con curiosità, impegno e con un senso di appartenenza, perché questo murales è un dono che noi abbiamo fatto alla comunità di Bozzolo, alla quale ora appartiene e va perciò conservato. Vorremmo anche che ognuno di voi vedesse in esso un pezzo della propria casa, provando orgoglio e cura per questo spazio comune. Noi abbiamo cercato di riportare nel murales i simboli di questa comunità come le mura, l'albero (presente nello stemma) e speriamo che possiate riconoscervi in essi. Infine, con uno sguardo rivolto al futuro alla speranza, proprio come questo albero che cresce e resiste alle stagioni, l'auspicio è che il nostro impegno ispiri ognuno a fare il proprio 'prossimo passo'.  Se ciascuno offre un po' del proprio tempo e talento, l'intera comunità può fiorire. 

Giorgia Maroli

Sara Bazoni

Nicole Cassio

Cloe dall'Acqua

Gabriele Maroli

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