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GENERAZIONE SEXTING

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Generazione sextingDurante la lezione di tecnologia del primo di aprile abbiamo parlato del sexting, la pratica di scambiarsi immagini intime tra partner.Prima la professoressa ci ha fatto vedere dei grafici, che mostravano le percentuali dei giovani dai 13/14 anni ai 19 anni che praticano sexting. Le percentuali erano abbastanza alte, in alcuni casi superiori al 50%, per questo io e i miei compagni ci aspettavamo di vedere delle percentuali più basse. Successivamente ci ha diviso a coppie e ci ha dato dei computer per leggere degli articoli che parlavano del sexting e dovevamo trovare degli aspetti positivi e i rischi di questa pratica. Il mio articolo parlava dei rischi legati al cyberbullismo e al sexting, soprattutto tra i giovani: spiegava che la diffusione di immagini intime online può causare gravi conseguenze psicologiche e può diventare incontrollabile. Sottolineava l’importanza dell’educazione digitale, del dialogo tra genitori e figli e della prevenzione per evitare abusi e dipendenze legate all’uso di internet. Poi, quando tutti avevamo finito di leggere gli articoli assegnati, abbiamo fatto un brainstorming. Abbiamo rilevato che in alcuni casi può essere un’espressione di affetto e di fiducia, e di accettazione delle diversità. L’espressione di affetto e di fiducia significa mostrare intimità e vicinanza emotiva, condividere una parte privata di sé e rafforzare la fiducia reciproca, perché si presuppone che l’altro rispetti ciò che viene condiviso. Abbiamo quindi pensato alle motivazioni per cui i minori lo fanno e secondo noi lo fanno per esplorare e scoprire l’intimità, per scoprire quindi meglio sé stessi. Praticando il sexting, alcune persone arrivano a comprendere ad esempio di non essere attratte dal genere opposto. Il mondo digitale diventa quindi uno spazio protetto per esplorare la propria identità e le proprie emozioni senza il timore di essere giudicati. Invece i rischi maggiori sono l’esposizione ai ricatti, la diffusione senza consenso delle immagini che compromette la reputazione digitale, quindi la perdita di autostima con conseguente vergogna e depressione; altro problema può essere la costruzione di standard di bellezza irrealistici, quindi una sessualità distorta. L’esposizione ai ricatti avviene spesso quando delle persone ottengono del materiale intimo e minacciano la persona che l’ha condiviso in cambio di qualcosa. La diffusione senza consenso avviene quando le persone che hanno del materiale intimo lo condividono senza il consenso della persona che l’ha inviato. In entrambi i casi, la vittima subisce una violazione profonda della propria privacy, con conseguenze che possono durare per anni.Nel sexting, c’è la tentazione di curare la propria immagine con filtri o ritocchi. Questo succede perchè vedendo delle foto “perfette” di altre persone, noi non ci sentiamo perfetti, quindi vogliamo cambiare la nostra immagine. Quindi ci si sente obbligati a corrispondere a modelli estetici impossibili. Il sexting spesso si basa sull’approvazione immediata. Se le foto inviate non ricevono la reazione sperata, l’autostima crolla perché ci si pente di aver inviato una parte personale di sè a qualcuno che non l’ha valorizzata. Praticando il sexting si rischia di pensare che il sesso sia solo mostrare o guardare, perdendo di vista l’empatia, il contatto fisico e l’aspetto emotivo, questo fenomeno si chiama sessualià distorta. La vergogna non riguarda solo ciò che si è fatto, ma ciò che si sente di essere. Questo senso di umiliazione costante può provocare depressione, portando la persona a chiudersi in se stessa per il timore di essere giudicata. Il sexting può trasformarsi in un comportamento compulsivo che porta a una vera e propria forma di dipendenza. La continua ricerca di conferme, l’attesa dei messaggi e il bisogno di scambiare contenuti intimi per sentirsi considerati possono creare un circolo vizioso difficile da interrompere.La reputazione digitale rappresenta l’immagine di noi che offriamo al mondo attraverso la rete: è il modo in cui veniamo visti e giudicati dagli altri nello spazio online. Quando si pratica il sexting, questa reputazione è sempre a rischio: basta un solo invio perché un contenuto esca dal nostro controllo e inizi a circolare in chat, gruppi o social. Questo succede perché la rete permette una diffusione istantanea che è impossibile fermare una volta avviata, ricordandoci che il web non dimentica mai. Questa situazione ci ha fatto pensare a Primo Levi. Lui parlava della “demolizione di un uomo” spiegando che per distruggere una persona basta toglierle la dignità e il rispetto. Secondo noi, il cyberbullismo fa la stessa cosa: quando qualcuno viene umiliato online, viene “demolito” davanti a tutti.

Samanta Gobbi, in collaborazione con Sofia Alessandria e Giulia Previdi

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